Ti serve aiuto adesso? Numeri utili, cosa fare nelle prime 72 ore dopo un rapporto a rischio o una violenza, e dove andare in Italia.
Vai ad Aiuto subitoUrgenze: quando andare subito
Alcune situazioni non possono aspettare l’appuntamento con il medico. Il criterio è semplice: nel dubbio, vai. Un controllo che si rivela inutile costa un’ora; un ritardo può costare un organo o la possibilità di prevenire un’infezione o una gravidanza.
Dopo un rapporto a rischio per l’HIV
La PEP funziona solo se iniziata presto: idealmente entro poche ore, al massimo entro 72 ore. Pronto soccorso o centro di malattie infettive. Dettagli in Aiuto subito.
Dopo un rapporto senza protezione, se non vuoi una gravidanza
La contraccezione d’emergenza funziona fino a 5 giorni (spirale al rame, ulipristal) o 72 ore (levonorgestrel). Prima è meglio.
Dolore improvviso a un testicolo
Può essere una torsione: per salvare il testicolo bisogna intervenire entro poche ore (circa 6). Va al pronto soccorso anche se non ci sono altri sintomi, e anche se il dolore passa.
Erezione dolorosa che dura più di 4 ore
Si chiama priapismo e va trattato in urgenza per non danneggiare il pene, anche se non c’è stato uno stimolo sessuale.
Rottura del pene
Uno scatto improvviso durante il rapporto con dolore, perdita immediata dell’erezione e gonfiore o ematoma viola: è un’urgenza chirurgica.
Ritardo del ciclo con dolore o perdite
Dolore al basso ventre, perdite di sangue o dolore alla punta della spalla con un ritardo mestruale possono indicare una gravidanza ectopica: vai subito al pronto soccorso.
Dolore pelvico con febbre
Se c’è anche febbre, perdite anomale o dolore ai rapporti può trattarsi di un’infezione pelvica che va curata subito.
Dopo una violenza o uno strangolamento
Cure e sostegno si possono avere anche senza denunciare. Lo strangolamento, anche senza segni visibili, può avere conseguenze gravi che compaiono dopo ore o giorni.
Non è un elenco per l’autodiagnosi. Serve a ricordare quali sintomi non vanno sottovalutati. Se hai un sintomo che ti preoccupa e non è in questa lista, chiedi comunque a un medico. Per un pericolo immediato chiama il 112.
Prevenzione e screening
Nessun metodo è perfetto da solo: la protezione migliore nasce dal combinare più strumenti e dal fare i test al momento giusto. Ecco come orientarsi.
Gli strumenti, insieme
- Preservativo (esterno o interno): l'unico che protegge insieme da gravidanza e da molte IST.
- Vaccini: HPV, epatite A e B, mpox per chi è a rischio.
- PrEP e PEP per l'HIV; doxy-PEP per le IST batteriche in categorie selezionate.
- U=U: chi vive con HIV e ha una carica virale stabilmente non rilevabile da almeno 6 mesi (in terapia e con controlli regolari) non trasmette il virus per via sessuale.
- Test regolari e comunicazione con il partner: conoscere il proprio stato è parte della prevenzione.
Ogni quanto fare i test?
Coppia stabile e monogama
Un test insieme all'inizio della relazione; poi, se la monogamia è reciproca, di solito non servono controlli di routine.
Nuovo partner
Meglio fare il test entrambi prima di smettere il preservativo, tenendo conto del periodo finestra.
Partner multipli o nuovi
Controlli ogni 3–6 mesi per le IST più comuni.
MSM e chi è in PrEP
Ogni 3–6 mesi, includendo i siti esposti (gola e retto), oltre a HIV e sifilide.
Donne giovani sessualmente attive
Negli USA si raccomanda un controllo ogni anno per clamidia e gonorrea sotto i 25 anni. In Italia, secondo l’ISS, non esistono linee guida nazionali né programmi di screening; le linee guida europee suggeriscono di testare in base ai fattori di rischio (età sotto i 25 anni, un nuovo partner nell’ultimo anno, più partner). Chiedi al medico o al consultorio cosa ha senso per te.
In gravidanza
Screening dedicato (HIV, sifilide, epatite B e altri) previsto dai controlli della gravidanza.
Almeno una volta nella vita è consigliato un test HIV a tutti gli adulti. E dopo aver curato una IST è bene ricontrollarsi dopo circa 3 mesi.
Per cosa fare il test
Un controllo completo di solito comprende HIV, sifilide, clamidia e gonorrea (anche a gola e retto in caso di rapporti orali o anali) ed epatiti B e C. Per chi ha il collo dell'utero c'è inoltre lo screening cervicale.
Screening del collo dell'utero (Italia). Pap-test ogni 3 anni tra i 25 e i 29 anni; HPV-DNA test ogni 5 anni tra i 30 e i 64 anni. È gratuito tramite i programmi di screening regionali, che inviano l'invito a casa; le modalità esatte possono variare leggermente da Regione a Regione.
Dopo un rapporto a rischio: quando testare
Ogni infezione ha un “periodo finestra”: il tempo che serve perché il test diventi affidabile.
Clamidia e gonorrea
Affidabile dopo circa 2 settimane.
Sifilide
Dopo circa 4–6 settimane, con conferma a 12 settimane dall’esposizione.
HIV
Il test di 4ª generazione è affidabile dopo circa 6 settimane (conferma a 3 mesi). In caso di rischio recente valuta la PEP entro 72 ore.
Dove, in Italia. Puoi rivolgerti ai centri per le malattie infettive o IST, ai consultori e al medico di medicina generale. In molti centri il test HIV è anonimo e gratuito.
Sesso più sicuro, in pratica
Sapere che il preservativo protegge non basta: contano come lo si usa e con cosa. Gli errori d’uso sono il motivo per cui, nella vita reale, il preservativo funziona meno che in laboratorio.
Il preservativo, passo per passo
- Controlla la data di scadenza e che la confezione sia integra. Aprila con le dita, mai con denti o forbici.
- Mettilo sul pene eretto prima di qualsiasi contatto genitale. Pizzica la punta per far uscire l’aria, poi srotolalo fino alla base.
- Uno solo alla volta: due insieme si sfregano e si rompono più facilmente. Esistono misure diverse, e materiali senza lattice (poliuretano, poliisoprene) per chi è allergico.
- Usa un lubrificante a base d’acqua o di silicone: riduce attrito, rotture e dolore. Gli oli, la vaselina e le creme danneggiano il lattice.
- Dopo l’eiaculazione tieni ferma la base mentre ti ritiri, poi toglilo e buttalo nei rifiuti indifferenziati (non nel water).
- Cambialo se passi dal sesso anale a quello vaginale, e a ogni nuovo rapporto.
- Se si rompe o scivola, non aspettare: guarda cosa fare nella pagina Aiuto subito (contraccezione d’emergenza, PEP, test).
Quanto funziona davvero. Nel primo anno, con il preservativo esterno usato come si usa di solito, restano incinte circa 13 persone su 100 (dati CDC 2024); con l’uso sempre perfetto circa 2 su 100. La differenza sta tutta negli errori: per questo i passaggi qui sopra contano.
Oltre il preservativo
Sesso orale
Può trasmettere gonorrea, clamidia, sifilide, herpes e HPV (anche alla gola); il rischio di HIV è basso. Un preservativo o una barriera di lattice (dental dam, o un preservativo aperto e steso) riduce il rischio. Gli studi che ne misurano l’efficacia sono pochi: la raccomandazione si basa sul principio della barriera.
Sesso anale
Lubrificante in abbondanza, con calma, senza forzare: il dolore è un segnale per fermarsi, non da superare. Evita le creme anestetiche, che tolgono la sensibilità e nascondono il dolore. Per l’HIV è la pratica con il rischio più alto per singolo rapporto (ruolo ricettivo, senza protezioni), ed è quella dove preservativo e PrEP insieme danno più tranquillità.
Giocattoli sessuali
Lavali con acqua e sapone prima e dopo l’uso. Se li condividi o li usi su zone diverse, coprili con un preservativo nuovo a ogni cambio. Il silicone di buona qualità è più facile da pulire dei materiali porosi.
Dopo il rapporto
Fare pipì subito dopo è un’abitudine sensata che il servizio sanitario britannico consiglia contro le cistiti, anche se le prove sono deboli. Niente lavande vaginali: alterano la flora che protegge dalle infezioni.
Il rischio non è tutto o niente
Per singolo rapporto, senza preservativo né farmaci, il rischio di HIV stimato dai CDC è di circa 138 su 10.000 nel sesso anale ricettivo, 11 nell’anale insertivo, 8 nel vaginale ricettivo e 4 nel vaginale insertivo; per il sesso orale è “basso”. Altre IST, una carica virale alta o un’infezione recente alzano il rischio; preservativo, PrEP e terapia (U=U) lo abbassano molto.
Ridurre il rischio conta, anche se non lo azzeri. Vaccini, test regolari, PrEP, preservativo quando puoi e un partner informato lavorano insieme. Non serve la perfezione per proteggersi bene: serve un insieme di abitudini che reggano nella vita reale.
Sicuro e piacevole: non sono in conflitto
Scegliere insieme barriera e lubrificante, parlarne prima e sentirsi al sicuro rende l’incontro più rilassato. Una revisione sistematica con metanalisi del 2022 ha trovato che gli interventi di educazione alla salute sessuale che includono il piacere aumentano l’uso del preservativo.
Fonti e approfondimenti
- CDC — Contraception: how well it works (aggiornato ago 2024)
- CDC — Estimated per-act HIV transmission risk (nov 2024)
- CDC — STIs and oral sex (2024)
- OMS — Condoms (Q&A, dic 2022)
- NHS — Cystitis (rev. lug 2025)
- Zaneva et al., PLOS ONE 2022 — pleasure in sexual health interventions
Contraccezione: quanto è efficace?
L'efficacia qui indicata è quella d'uso reale (“typical use”): tiene conto degli errori umani, non solo dell'uso perfetto. Tocca un metodo per i dettagli.
Attenzione: solo il preservativo (esterno o interno) protegge anche dalle infezioni sessualmente trasmissibili. Tutti gli altri metodi prevengono solo la gravidanza.
Contraccezione d’emergenza. Se un metodo fallisce o non è stato usato, esistono tre opzioni: la spirale al rame (IUD), inserita da un/una ginecologa (per esempio in consultorio) entro 5 giorni, è la più efficace in assoluto; l’ulipristal (EllaOne) funziona fino a 120 ore (5 giorni); il levonorgestrel (Norlevo) fino a 72 ore. Prima si assume, meglio funziona. In Italia l’ulipristal si compra in farmacia senza ricetta a qualsiasi età; il levonorgestrel senza ricetta solo dai 18 anni (le minorenni hanno bisogno di una prescrizione: pronto soccorso, guardia medica o consultorio). I dati sull’effetto del peso corporeo sono limitati: assumila comunque il prima possibile, mentre la spirale al rame non risente del peso. Alcuni farmaci (per esempio certi antiepilettici, la rifampicina, l’erba di San Giovanni) possono ridurre l’efficacia delle pillole: dillo al farmacista. Non interrompe una gravidanza già in corso e non è un metodo contraccettivo abituale.
Contraccezione: dove andare e quanto costa
Sapere quale metodo è più adatto è metà del lavoro; l’altra metà è sapere a chi rivolgersi e cosa è gratuito nella tua zona.
Consultorio familiare
Servizio pubblico, gratuito o con ticket basso, aperto anche ai minorenni, che possono accedervi direttamente. Offre visite, prescrizioni, spirale, informazioni, test di gravidanza e ascolto.
Ginecologo o medico di famiglia
Per la prescrizione della pillola, dell’anello, del cerotto e per l’inserimento di impianto o spirale. Possono indirizzarti anche a un centro pubblico.
Farmacia
Preservativi, contraccezione d’emergenza (l’ulipristal senza ricetta a ogni età, il levonorgestrel senza ricetta solo dai 18 anni). La pillola quotidiana richiede una prescrizione.
La gratuità dipende dalla Regione. In Italia non risulta in vigore un provvedimento nazionale che renda gratuita la pillola per tutti: la gratuità è regionale e cambia spesso. Alcune Regioni offrono contraccettivi gratuiti ai più giovani (per esempio la Toscana per le persone tra 13 e 25 anni, e con regole diverse l’Emilia-Romagna e la Puglia; dal 1° settembre 2026 anche la Provincia di Bolzano, tra 14 e 25 anni), altre non offrono nulla. Chiedi alla tua ASL o al consultorio cosa è gratuito dove vivi.
Ciclo mestruale e fertilità
Capire come funziona il ciclo serve a chi vuole evitare una gravidanza, a chi la cerca e a chi vuole capire quando qualcosa non va. Molte convinzioni diffuse su “giorni sicuri” e “giorni a rischio” sono sbagliate.
Le quattro fasi
Mestruazioni
L’utero elimina il rivestimento interno. Durano di solito da 3 a 7 giorni. Il primo giorno di sangue è il giorno 1 del ciclo.
Fase follicolare
Un follicolo nell’ovaio matura e gli estrogeni fanno ispessire di nuovo il rivestimento dell’utero.
Ovulazione
Un ovulo viene rilasciato e vive circa 12–24 ore. Il giorno non è sempre lo stesso e può cambiare da un ciclo all’altro.
Fase luteale
Il progesterone prepara l’utero a un’eventuale gravidanza. Se non c’è, gli ormoni calano e arrivano le mestruazioni.
Un ciclo dura in media 28 giorni, ma negli adulti è considerato normale da 21 a 35 giorni. Nei primi anni dopo la prima mestruazione i cicli sono più irregolari, ed è normale.
La finestra fertile è di circa 6 giorni
Lo studio di riferimento (Wilcox e colleghi, NEJM 1995, 625 cicli) ha mostrato che si resta incinta solo con rapporti nei 5 giorni prima dell’ovulazione e nel giorno stesso. Gli spermatozoi possono sopravvivere nelle vie genitali fino a 5 giorni: è per questo che un rapporto prima dell’ovulazione può portare a una gravidanza.
Miti da sfatare. “Durante le mestruazioni non si resta incinta”: possibile, soprattutto con cicli corti e mestruazioni lunghe, perché l’ovulazione può arrivare presto. “La prima volta non si resta incinta”: falso. “Basta tirarsi indietro”: nell’uso tipico il coito interrotto fallisce circa 1 volta su 5 in un anno (20–22 su 100), contro il 4% dell’uso perfetto.
Calcolare i “giorni sicuri”: perché è rischioso
I metodi basati sulla consapevolezza della fertilità (temperatura basale, muco cervicale, calendario) possono funzionare se usati con metodo e costanza, ma nell’uso tipico falliscono tra il 2 e il 23% a seconda del metodo (CDC 2024). Le app per il ciclo non sono una garanzia: uno studio del 2016 su 53 strumenti ha trovato che la maggior parte indicava finestre fertili sbagliate, spesso contando come fertili giorni dopo l’ovulazione. Le app sono cambiate da allora, ma la prudenza resta.
Quando parlarne con un medico
- cicli che sono sempre più corti di 21 o più lunghi di 35 giorni, o che saltano per 3 mesi di fila senza gravidanza;
- mestruazioni molto abbondanti (cambi ogni 1–2 ore, coaguli grandi, stanchezza da anemia) o che durano oltre 7 giorni;
- dolore mestruale che ti blocca a scuola, al lavoro o nella vita quotidiana: non è “normale da sopportare” e può essere endometriosi, una condizione frequente (circa 1 donna su 10 in età fertile) che troppo spesso viene riconosciuta con anni di ritardo;
- dolore durante i rapporti, sangue tra un ciclo e l’altro o dopo i rapporti;
- perdite vaginali che cambiano per colore, odore o consistenza, con prurito o bruciore (le perdite chiare o bianche, senza cattivo odore, sono normali e cambiano durante il ciclo).
Età e fertilità: gradualmente, non da un giorno all’altro
La fertilità femminile cala gradualmente a partire dai primi anni dopo i 30 e più rapidamente dopo i 37: non c’è un “precipizio” a 35 anni. Oltre 8 coppie su 10, con donna sotto i 40 anni e rapporti regolari senza protezione, ottengono una gravidanza entro un anno. Anche la qualità del seme risente di fumo, alcol e obesità, e il fattore maschile contribuisce a una parte importante dei casi di infertilità.
Quando fare una valutazione. Si parla di infertilità dopo 12 mesi di rapporti regolari senza protezione senza ottenere una gravidanza, o dopo 6 mesi se la donna ha 35 anni o più. La valutazione riguarda la coppia, non solo la donna. Chi cerca una gravidanza può chiedere al medico dell’acido folico e un controllo preconcezionale.
Fonti e approfondimenti
- Wilcox et al., NEJM 1995;333:1517 — Timing of intercourse in relation to ovulation
- CDC — Contraception: how well it works (2024)
- Setton et al., Obstet Gynecol 2016 — fertile-window prediction by apps and websites
- ASRM — Definition of infertility (2023)
- OMS — Infertility (scheda, nov 2025)
- NHS — Vaginal discharge (rev. feb 2024)
Gravidanza inattesa e IVG: le opzioni
Scoprire di essere incinta quando non lo si aspettava può far sentire smarriti. Il tempo conta, perché alcune opzioni hanno limiti di tempo, ma non devi decidere in un giorno e puoi avere informazioni neutrali, senza giudizio.
Prima cosa: il test
Se il ciclo ritarda, puoi fare un test di gravidanza in farmacia. Se è positivo, o se hai dubbi, rivolgiti al consultorio, al medico di famiglia o a un ginecologo: sono servizi gratuiti o a ticket, e puoi andarci anche per avere solo informazioni.
Le strade possibili
Proseguire la gravidanza
Il consultorio offre percorsi di accompagnamento, visite e sostegno psicologico e sociale, anche se la gravidanza non era programmata.
Il parto in anonimato
Se vuoi portare avanti la gravidanza ma non crescere il bambino, in Italia puoi partorire in ospedale chiedendo di non essere nominata nell’atto di nascita: il bambino sarà accolto e potrà essere adottato.
L’interruzione volontaria di gravidanza (IVG)
Regolata dalla legge 194 del 1978. È un servizio sanitario gratuito, nelle strutture pubbliche e in quelle autorizzate.
Come funziona l’IVG in Italia
- Ti rivolgi a un consultorio, a una struttura socio-sanitaria o al tuo medico di fiducia: dopo un colloquio e una visita ti viene rilasciato un certificato.
- Di norma devono passare 7 giorni tra il certificato e l’intervento (un periodo di riflessione), salvo situazioni di urgenza.
- L’IVG su richiesta si può fare entro i primi 90 giorni di gravidanza. Dopo i 90 giorni è possibile solo se c’è un grave pericolo per la vita o la salute fisica o psichica della donna, o gravi anomalie del feto.
- I metodi. Il metodo farmacologico (mifepristone e poi una seconda pillola) è consentito in Italia fino a 63 giorni (9 settimane compiute) e non richiede più il ricovero ordinario: si può fare in day hospital o in alcuni consultori. Il metodo chirurgico (aspirazione) si usa nei primi 90 giorni. Il medico indica quello più adatto a te.
- Se hai meno di 18 anni serve il consenso di chi esercita la responsabilità genitoriale. Se non è possibile, o se non vuoi coinvolgere i genitori, il consultorio o il medico possono rivolgersi al giudice tutelare, che può autorizzare l’IVG.
Muoviti presto. In Italia una quota molto alta di ginecologi è obiettore di coscienza (più della metà secondo l’ultima relazione ministeriale), e le strutture dove l’IVG è effettivamente garantita variano da zona a zona. Il consultorio può indicarti dove andare. Nel 2023 in Italia ci sono state 65.746 IVG (ISS): è una situazione molto più comune di quanto si pensi.
Sicurezza e salute mentale
Eseguita con un metodo raccomandato dall’OMS e da personale esperto, l’IVG è molto sicura (OMS, 2025). Gli studi condotti soprattutto negli Stati Uniti mostrano che il rischio di morte è molto più basso di quello del parto, e che non causa depressione, ansia o disturbo da stress post-traumatico (rapporto delle National Academies, 2018). Nello studio Turnaway (USA) il 95% delle donne, a cinque anni di distanza, riteneva giusta la decisione presa, e il sollievo era l’emozione più comune.
Cosa aspettarsi e quando chiamare
Con il metodo farmacologico sono normali crampi e sanguinamento per alcuni giorni, a volte più intensi di una mestruazione abbondante. Chiama subito il servizio o vai al pronto soccorso se hai un sanguinamento molto abbondante, febbre che persiste, dolore forte che non passa con gli analgesici o un malessere importante: la struttura ti darà le indicazioni precise per il tuo caso.
Dopo l’IVG la fertilità torna rapidamente, anche nel giro di un paio di settimane: parla subito di contraccezione con il consultorio o il medico per evitare una nuova gravidanza non voluta.
Qualunque scelta tu faccia, è tua. Non devi giustificarla con nessuno. Se hai dubbi, i consultori offrono colloqui di sostegno che non ti obbligano a decidere. Se qualcuno ti sta mettendo pressione, in un senso o nell’altro, puoi parlarne con il 1522 o con un professionista.
Fonti e approfondimenti
- ISS Epicentro — IVG in Italia: dati 2023
- ISS Epicentro — Aborto farmacologico: circolare del Ministero della Salute (2020)
- ISS Epicentro — IVG: informazioni generali
- OMS — Abortion (scheda, dic 2025)
- Raymond & Grimes, Obstet Gynecol 2012 — The comparative safety of legal induced abortion and childbirth in the United States
- National Academies of Sciences — The safety and quality of abortion care in the United States (2018)
- Rocca et al., Soc Sci Med 2020 — Emotions and decision rightness over five years following an abortion (Turnaway)
Infezioni sessualmente trasmissibili (IST)
Le IST sono comuni e, nella maggior parte dei casi, curabili o gestibili. Il vero rischio è che spesso non danno sintomi: per questo i test regolari contano più dei sintomi. Tocca ogni voce per i dettagli — sintomi, contagio, cura e cosa sapere.
Novità — doxy-PEP. Per alcune categorie (uomini che fanno sesso con uomini e donne transgender, soprattutto con una IST batterica recente), una singola dose di doxiciclina da 200 mg, presa il prima possibile e comunque entro 72 ore da un rapporto senza preservativo, riduce in modo significativo il rischio di sifilide e clamidia, meno quello di gonorrea. Il CDC la raccomanda dal 2024 e l’OMS ha emesso una prima raccomandazione nel maggio 2026; l’ECDC è più cauto, per il rischio di favorire batteri resistenti agli antibiotici, e negli studi sulle donne cisgender non ne è stata dimostrata l’efficacia. In Italia non esiste una linea guida nazionale ufficiale: è una strategia da valutare caso per caso con un centro IST o un infettivologo. Non procurarti la doxiciclina da solo/a: è un farmaco su prescrizione.
HPV: tutto quello che devi sapere
È il virus a trasmissione sessuale più comune in assoluto: la maggior parte delle persone sessualmente attive lo incontra almeno una volta nella vita, spesso senza saperlo. Ecco cosa serve sapere davvero — per chi è positivo, per chi non lo è ancora, per uomini e per donne.
Cos'è e come si trasmette
L'HPV si trasmette per contatto pelle-a-pelle nella zona genitale — non solo con la penetrazione: bastano anche il contatto genitale senza penetrazione, il sesso orale o manuale. Per questo il preservativo riduce ma non azzera il rischio: protegge solo la pelle che copre.
Tipi a basso rischio e tipi ad alto rischio
Tipi a basso rischio
Causano i condilomi (verruche genitali): visibili, fastidiosi, ma non collegati al cancro. Trattabili con creme, crioterapia, laser o piccola chirurgia ambulatoriale.
Tipi ad alto rischio
Non danno sintomi visibili. Se l'infezione persiste per anni (la maggior parte si risolve da sola entro 1–2 anni) può causare lesioni precancerose e, più raramente, tumori di collo dell'utero, ano, gola, pene o vulva.
Nella maggior parte dei casi si risolve da sola
La maggior parte delle infezioni viene eliminata dal sistema immunitario da sola: circa il 70% entro un anno e circa il 90% entro due anni, senza lasciare conseguenze. Positivo oggi non vuol dire positivo per sempre.
Per le donne: lo screening esiste
Pap-test e test HPV-DNA (dettagli nella sezione Prevenzione) permettono di individuare le lesioni prima che diventino un problema. È lo strumento più efficace che esista contro il tumore del collo dell'utero.
Per gli uomini: non esiste un test di screening di routine
Non esiste un programma di screening HPV per gli uomini, né un test di routine approvato per il pene o la gola. I condilomi si diagnosticano a vista da un medico. Un Pap-test anale (a volte insieme a un test HPV) è offerto solo alle categorie a maggior rischio — uomini che fanno sesso con uomini, persone con HIV o immunodepresse — di solito a partire da una certa età: parlane con il tuo medico specialista per sapere se vale anche per te.
Sei risultato/a positivo/a? Le domande più comuni
Il test HPV-DNA è positivo: cosa significa davvero?
Che il tuo corpo ha rilevabile il virus in questo momento — non un tumore, non necessariamente un problema permanente. Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario lo elimina entro 1–2 anni. Il tuo medico ti indicherà il percorso di controllo giusto (ripetere il test, un approfondimento).
Il mio partner mi ha tradito/a?
Non necessariamente. L'HPV può restare silente e non rilevabile per anni prima di ripresentarsi: è impossibile stabilire quando o da chi sia stato contratto. Non è una prova di infedeltà.
Devo dirlo al mio partner?
Sì, in linea di principio: è la scelta corretta, perché dà al partner le informazioni per decidere in autonomia su test, vaccino e protezione. Non è un'accusa né una colpa — è un'infezione comunissima — ma la trasparenza fa parte del prendersi cura l'uno dell'altra. La conversazione può diventare l'occasione per affrontare test e vaccino insieme.
Posso continuare ad avere rapporti?
Sì. Parlane col partner; il preservativo riduce (ma non azzera) il rischio di trasmissione. Non serve smettere di avere rapporti, a meno che il medico non lo indichi durante un trattamento specifico per i condilomi.
Ho i condilomi: rischio il cancro?
No: i condilomi sono quasi sempre causati da tipi a basso rischio, diversi da quelli collegati al cancro. Sono trattabili, anche se il virus sottostante può restare presente e le verruche possono ripresentarsi.
Il mio partner deve curarsi se io sono positivo/a?
Non esiste una cura per il virus in sé: si curano solo le lesioni (condilomi, alterazioni cellulari), se e quando compaiono. Se il partner non ha sintomi o test alterati, non c'è nulla da trattare.
Influisce su fertilità o gravidanza?
In generale no. In gravidanza i condilomi possono crescere di più per i cambiamenti ormonali: il medico li monitora e, se serve, li tratta con metodi sicuri per la gravidanza.
Posso vaccinarmi anche se sono già positivo/a?
Sì. Il vaccino non cura l'infezione in corso, ma può comunque proteggerti dagli altri tipi di HPV che non hai ancora incontrato. Parlane con il tuo medico.
Il vaccino: chi può farlo, davvero
Il vaccino funziona meglio prima dell'inizio dell'attività sessuale, ma protegge comunque contro i tipi di HPV non ancora incontrati anche più avanti nella vita. Oltre all'offerta gratuita in adolescenza, molte linee guida internazionali (tra cui quelle statunitensi ACIP) prevedono per gli adulti dai 27 ai 45 anni la possibilità di vaccinarsi tramite decisione condivisa col proprio medico — non una raccomandazione automatica, ma una scelta da valutare insieme, tenendo conto che il beneficio è in genere minore quanto più si è già stati esposti al virus.
- Essere già sessualmente attivi non è una controindicazione.
- Essere già positivi all'HPV o aver avuto condilomi non è una controindicazione: puoi comunque essere protetto dagli altri tipi.
- Essere immunodepressi (HIV, trapianto, terapie immunosoppressive) non è una controindicazione — anzi, la vaccinazione è spesso ancora più consigliata in questi casi.
- Orientamento sessuale, identità di genere e numero di partner passati non cambiano l'indicazione: il vaccino è raccomandato a tutti, indipendentemente da questi fattori.
Le vere controindicazioni sono poche: una reazione allergica grave a una dose precedente o a un componente del vaccino, e la gravidanza (si rimanda a dopo il parto, per precauzione — non per un rischio noto; l'allattamento non è un problema). Una malattia acuta in corso richiede solo di rimandare la dose, non di escluderla.
Il vaccino non sostituisce lo screening: protegge dai tipi di HPV più comuni, ma non da tutti. Chi è vaccinata continua comunque a fare Pap-test e HPV-DNA test secondo il programma di screening.
I vaccini che riguardano il sesso
Alcune infezioni che si trasmettono anche per via sessuale si possono prevenire con un vaccino. Molti, in Italia, sono gratuiti per le fasce d'età e le categorie indicate.
HPV (Papillomavirus)
Previene i tipi che causano tumori (collo dell'utero, ano, gola, pene, vulva) e i condilomi. In Italia gratuito per maschi e femmine dall'11° anno; il recupero gratuito è garantito almeno fino ai 18 anni per i maschi e ai 26 per le femmine, e molte Regioni lo estendono oltre — verifica le età esatte con la tua ASL. 2 dosi prima dei 15 anni, 3 dopo.
Epatite B
Virus a trasmissione anche sessuale che colpisce il fegato. In Italia è nel calendario di tutti i nuovi nati dal 1991; raccomandato anche a chi non è vaccinato e ha più partner.
Epatite A
Si trasmette anche per via oro-anale. Vaccino raccomandato alle categorie a rischio (tra cui uomini che fanno sesso con uomini e viaggiatori). 2 dosi.
Meningococco
Vaccini coniugati (ACWY e B), raccomandati in età pediatrica e adolescenziale. Rilevante anche perché alcuni focolai hanno interessato uomini che fanno sesso con uomini.
Mpox (vaiolo delle scimmie)
Vaccino offerto in profilassi a chi è a maggior rischio (partner multipli, lavoratori e lavoratrici del sesso, chi ha avuto di recente una IST). 2 dosi a ≥28 giorni di distanza. Disponibilità ed eleggibilità variano nel tempo e per Regione: verifica con la tua ASL o un centro di malattie infettive.
Il vaccino HPV funziona meglio prima dell'inizio dell'attività sessuale, ma può essere utile anche dopo. Per sapere cosa è gratuito nella tua situazione, chiedi al tuo medico o al servizio vaccinale della tua ASL.
La PrEP
La PrEP (profilassi pre-esposizione) è un farmaco che una persona HIV-negativa assume per non contrarre l'HIV. Presa correttamente, riduce il rischio di infezione sessuale di circa il 99%.
Come si può assumere
Orale, ogni giorno
Una compressa al giorno (tenofovir/emtricitabina). La modalità più studiata e adatta a tutti.
“Su domanda” (2-1-1)
2 compresse 2–24h prima del rapporto, 1 dopo 24h e 1 dopo 48h. Validata solo in studi su uomini che fanno sesso con uomini e donne transgender (rapporti anali). Per i rapporti vaginali non ci sono studi clinici: di norma si usa la PrEP quotidiana, o schemi decisi dallo specialista. Non è adatta a chi ha un’epatite B cronica. Da concordare sempre con lo specialista.
Iniezione ogni 2 mesi
Cabotegravir a lunga durata (Apretude): un’iniezione ogni due mesi, per chi preferisce non pensare alla pillola. Autorizzato in UE nel 2023; l’AIFA ne ha deciso la rimborsabilità a marzo 2026, tramite centri ospedalieri: la disponibilità effettiva dipende dal centro.
Iniezione ogni 6 mesi
Lenacapavir (Yeytuo), due volte l’anno: autorizzato in UE ad agosto 2025 e raccomandato dall’OMS, una svolta per l’aderenza. In Italia, al momento della verifica (ottobre 2026), non risulta ancora rimborsato dal SSN.
La PrEP protegge solo dall'HIV: non dalle altre IST né dalla gravidanza. Per questo resta importante usare anche il preservativo.
Richiede di essere HIV-negativi, test regolari (di solito ogni 3 mesi) e i controlli prescritti. In Italia la PrEP orale è rimborsata dal SSN dal 2023 (AIFA): la prescrive solo lo specialista in malattie infettive nei centri autorizzati e il farmaco viene dispensato dalle farmacie ospedaliere. Visite ed esami possono prevedere il ticket regionale e in alcune zone i posti sono limitati: chiedi al centro. Le formulazioni iniettabili sono più recenti e la loro disponibilità varia.
E se l'esposizione è già avvenuta? Esiste la PEP (profilassi post-esposizione): va iniziata il prima possibile, entro 72 ore, e proseguita per 28 giorni. In caso di rischio, rivolgiti subito a un pronto soccorso o a un centro di malattie infettive.
Hai una domanda sulla tua salute sessuale?
Questa pagina è informativa: non sostituisce una visita, una diagnosi o una terapia. Per dubbi personali, parlarne con un professionista è la scelta giusta.
Prenota una consulenzaNota. I contenuti di questa pagina hanno scopo educativo e si basano sulle conoscenze mediche attuali e sulle regole in vigore in Italia, verificate a ottobre 2026; farmaci, protocolli e leggi possono cambiare. Le informazioni generali non sostituiscono il parere del medico: in caso di dubbi, sintomi o urgenze rivolgiti a un professionista o al pronto soccorso.